07/10/2022
Il suo nome “Moscow Mule” che in inglese significa “mulo di Mosca” trae in inganno perchè non fu assolutamente inventato in Russia come si può pensare ma bensì in California, a Los Angeles nel 1941.
Lo crearono John G. Martin, che due anni prima aveva acquisito per 14 mila dollari l’allora piccola azienda di liquori Smirnoff, e Jack Morgan, gestore di un locale di Hollywood che chiuse nel 1987 ma che tra gli anni Quaranta e Cinquanta era frequentato da molti personaggi famosi, il Cock’n Bull.
All’epoca la vodka non era molto popolare negli Stati Uniti, perché è un distillato di origine russa e quindi veniva associata all’Unione Sovietica, Martin però stava cercando un modo per pubblicizzarla. Morgan invece stava provando a rendere popolare la sua produzione di ginger beer. Ovviamente il riferimento a Mosca è dovuto alla presenza della vodka nel drink, mentre quello a un mulo vuole ricordare i suoi tipici calci: è una metafora per il gusto pungente della ginger beer.
Il Moscow Mule ebbe successo e in poco tempo si diffuse in tutti gli Stati Uniti.
Una particolarità del drink è che tradizionalmente viene servito in tazze di rame. Ci sono due ipotesi per la quale si utilizza il rame: la prima è che il rame è un ottimo conduttore e la tazza si raffredda velocemente, la seconda è che l’interazione tra il rame e il lime aggiunga qualcosa al gusto del cocktail. Secondo l’azienda produttrice di tazze di rame Moscow Copper, Martin e Morgan avrebbero scelto di usare questo tipo di tazze per il Moscow Mule dopo aver incontrato l’immigrata russa Sophie Berezinski, che le aveva importate dal suo paese.
Metodo di preparazione? Build! Si mettono gli ingredienti in una mug di rame e si guarnisce con uno spicchio di lime.
1 1/2 oz Vodka
4 oz Ginger Beer
1/2 lime spremuto = 1/2 oz succo di lime