01/06/2026
Nella piccola chiesa di San Rocco a Montereale Valcellina, antica pieve di Santa Maria Assunta, un affresco colpisce subito il visitatore: il ritratto di un uomo assorto, lo sguardo rivolto verso chi entra. Da questa figura enigmatica prende avvio la ricostruzione storica che guida l’intero racconto.
La chiesa, di origini molto antiche e forse sorta su un precedente edificio pagano, conserva un ricco ciclo di affreschi della metà del Cinquecento. A realizzarli fu Giovanni Maria Zaffoni, detto il Calderari, pittore pordenonese formatosi nell’ambiente del Pordenone e vicino alla bottega di Pomponio Amalteo.
Sul lato sinistro del presbiterio, sotto lo Sposalizio della Vergine, compare il mezzo busto di un sacerdote pensoso. È il piovan della pieve, ritratto mentre osserva i fedeli. L’incertezza sulla data degli affreschi ha però a lungo reso difficile identificarlo con precisione.
Un documento inedito dell’Archivio Storico Diocesano di Concordia-Pordenone ha permesso di chiarire la cronologia del ciclo e di proporre una nuova identificazione del sacerdote. Prima di arrivarci, occorre però delineare la figura del Calderari, artista ancora oggi poco conosciuto.
Di Zaffoni sappiamo che era figlio di Nicolò e padre di due figlie, Elisabetta ed Eleonora. Attraverso i nomi dei nipoti si ipotizza che la moglie si chiamasse Lucretia. Le date dei matrimoni delle figlie suggeriscono di collocare la nascita dell’artista poco dopo il primo decennio del Cinquecento.
La sua attività documentata inizia attorno al 1540: gli affreschi della Santissima Trinità a Pordenone, la pala dell’Eucarestia del 1547 e la ca****la Mantica (1554-1557). Il suo stile, vicino all’Amalteo, è vivace, colorato e segnato da un marcato horror vacui, come osservato da Italo Furlan.
A Montereale il Calderari affrescò un vasto ciclo con Santi, Profeti, Sibille, scene veterotestamentarie e soprattutto la Vita di Maria: dalla Nascita alla Morte della Vergine, fino all’Assunzione. Paolo Goi ha dimostrato che la pala fu completata prima della morte dell’artista.
Grazie a documenti relativi a una controversia tra la famiglia Zaffoni e il comune, mediata dall’Amalteo, sappiamo che i lavori erano conclusi entro il 1557. L’artista morì tra il 17 marzo 1557 e il 27 febbraio 1558, data che permette di identificare il piovan ritratto negli affreschi.
Il sacerdote è Giovanni Leonardo Losco, nato a Grizzo nel 1514 e titolare della pieve dal 1550 al 1561. Uomo colto e vivace, incrociò anche il celebre Menocchio. Nel 1561 fu chiamato a Valvasone, dove morì nel 1587. Forse ancora oggi, nel silenzio della chiesa, il suo sguardo dialoga con l'autoritratto del pittore.
Link dell'articolo completo👉: https://www.loppure.it/storia-di-un-prete-e-di-un-pittore-nella-pieve-di-montereale/
_________________
L’oppure esiste grazie a chi ci crede. Ma soprattutto grazie alle donazioni di chi ci segue, come te. Dona il tuo 5x1000 a L’oppure scrivendo 91091430933 nella tua dichiarazione. Non ti costa nulla ma per noi fa la differenza. Grazie! 🩵