26/04/2026
Vogliamo portarvi a conoscenza della problematica che si sta diffondendo con crescente frequenza in conseguenza del collegamento tra strumenti di pagamento elettronico (POS) e sistemi di certificazione fiscale (RT).
Siamo un comitato ANTI ELUSIONE RT proprio per questo, riteniamo doveroso segnalare un fenomeno che presenta, a nostro avviso, profili di particolare gravità sotto il profilo fiscale, tecnico e concorrenziale.
Negli ultimi mesi numerosi operatori – in particolare software house, banche e soggetti acquirer – stanno promuovendo soluzioni comunemente definite “velocizzatori”, presentandole come strumenti capaci di automatizzare l’emissione del documento commerciale in collegamento con il POS.
In realtà, in molti casi tali sistemi sembrano sostituire impropriamente l’intervento dell’operatore all’interno del portale fiscale e generare documenti commerciali attraverso procedure che non risultano supportate da un registratore telematico omologato né da un processo conforme ai requisiti tecnici previsti dalla normativa.
La disciplina vigente in materia di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi è regolata, tra l’altro, dall’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015, dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate e dalle più recenti disposizioni in materia di integrazione tra POS e sistemi di certificazione fiscale.
L’evoluzione normativa ha rafforzato il principio per cui i flussi di incasso elettronico e la certificazione fiscale devono essere coerenti, tracciabili e tecnicamente integrati, al fine di garantire trasparenza nelle operazioni economiche e prevenire fenomeni evasivi o elusivi.
In tale contesto, l’adempimento degli obblighi di certificazione dei corrispettivi può avvenire esclusivamente:
- mediante Registratori Telematici omologati, conformi alle specifiche tecniche approvate dall’Agenzia delle Entrate e sottoposti a un rigoroso processo di certificazione;
oppure, in via residuale e non sistematica,
- tramite le procedure rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi”.
Le più recenti disposizioni che disciplinano il collegamento funzionale tra POS e sistemi di certificazione dei corrispettivi non introducono alcuna deroga all’obbligo di utilizzo di dispositivi omologati.
Al contrario, esse:
- rafforzano la necessità di coerenza tra pagamento e certificazione fiscale;
- escludono la possibilità di sostituire il Registratore Telematico con strumenti non certificati;
- impongono che ogni integrazione tecnologica avvenga nel rispetto delle specifiche tecniche e dei presidi di sicurezza stabiliti dall’Agenzia delle Entrate.
L’intero sistema si fonda infatti su principi tecnici e giuridici inderogabili:
- inalterabilità e immodificabilità del dato fiscale, una volta generato;
- contestualità tra operazione economica e memorizzazione o trasmissione del corrispettivo;
- assenza di intermediazione tecnologica non certificata nel processo di formazione e invio del dato fiscale;
- integrità, sicurezza e tracciabilità del flusso informativo diretto all’Amministrazione finanziaria.
Le condotte oggi riscontrabili sul mercato sembrano porsi in diretto contrasto con tale impianto normativo.
In particolare, appare sempre più diffusa la promozione di sistemi tecnologici installati sui terminali POS, denominati appunto “velocizzatori”, che replicano in modo surrettizio e non conforme le funzionalità proprie dei Registratori Telematici.
Sotto il profilo tecnico-operativo, tali sistemi risultano progettati per:
- interfacciarsi direttamente con i sistemi dell’Agenzia delle Entrate mediante l’utilizzo delle credenziali dell’esercente, quali SPID, CNS o equivalenti, in assenza di un dispositivo certificato intermediario;
- generare, elaborare e trasmettere automaticamente documenti commerciali senza una memorizzazione fiscale conforme alle specifiche tecniche previste per gli RT omologati;
- sostituirsi di fatto ai Registratori Telematici, eludendo il prescritto processo di omologazione, certificazione e controllo;
- introdurre una intermediazione tecnologica non autorizzata e non tracciata;
- operare tramite software e procedure non sottoposti alle verifiche richieste in termini di sicurezza, integrità e immodificabilità del dato.
Sotto il profilo giuridico, tali strumenti non appaiono come semplici soluzioni integrative o complementari, bensì come meccanismi sostitutivi abusivi del Registratore Telematico, idonei a simulare formalmente l’adempimento fiscale, svuotandolo però delle sue garanzie sostanziali.
Il funzionamento descritto comporta infatti una alterazione del modello legale di certificazione dei corrispettivi, poiché:
- viene meno il requisito della memorizzazione fiscale a norma;
- risulta compromesso il principio di contestualità tra operazione e certificazione;
- si introduce un livello di opacità tecnologica incompatibile con i requisiti di trasparenza e controllo richiesti dall’ordinamento.
Di conseguenza, il dato fiscale così generato:
- non è assistito dalle garanzie di immodificabilità proprie dei sistemi certificati;
- risulta potenzialmente manipolabile, alterabile o ricostruibile ex post;
- si pone in contrasto con i principi di integrità, sicurezza e affidabilità del sistema di trasmissione dei corrispettivi.
A nostro avviso, le condotte descritte integrano un sistema organizzato di aggiramento della normativa fiscale, realizzato mediante l’utilizzo di soluzioni tecnologiche non autorizzate, idonee a compromettere la correttezza del flusso informativo verso l’Amministrazione finanziaria e a produrre effetti distorsivi sia sotto il profilo fiscale sia sotto quello della concorrenza.
Riteniamo pertanto che il tema meriti un approfondimento, anche nell’interesse degli esercenti, i quali rischiano di adottare strumenti apparentemente leciti e innovativi senza avere piena consapevolezza dei possibili profili di irregolarità e delle responsabilità connesse.
Restiamo a disposizione in privato per fornire ulteriori dettagli tecnici, esempi operativi e documentazione utile a supporto.
COMITATO ANTI-ELUSIONE TECNOLOGICA POS-RT
Per aderire alla nostra class action:
Difendiamo la legalità fiscale e la trasparenza del mercato.