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Tecno Edile Toscana Materiali e tecnologie per il restauro conservativo di beni di rilevanza storica-artistica

La TECNO EDILE TOSCANA, è un’industria produttrice di materiali e macchinari speciali, da utilizzare per la conservazione di edifici aventi particolare interesse artistico e storico. Tramite il proprio laboratorio tecnologico, con strumentazione idonea alla diagnostica cantieristica, rileva le cause che provocano il degrado dei materiali costituenti gli edifici antichi ed elabora idonee metodologie d’intervento risolutive delle problematiche riscontrate. La società ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Istituto Centrale per il Restauro, da Enti ed Imprese numerosi incarichi di ricerche. La società offre un servizio di consulenza per indagini strumentali, studio di prodotti speciali, voci di capitolato, a professionisti, restauratori ed imprese che operano nel settore
del restauro conservativo.
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Tecno Edile Toscana is a company specialized in the production of special materials, mainly targeted for use in the conservation of buildings of particular artistic and historical nature. Through the use of its own technologically-enhanced laboratory, with instruments suitable for building-site-related diagnoses, the company specifically detects various reasons causing the degradation of materials used in old buildings and, methodically exercises numerous types of operations suitable for solving the problem matters. The company has been engaged by Ministero per I Beni Culturali e Ambientali (the Cultural and Environmental Heritage Ministry), Istituto Centrale per il Restauro (Central Restoration Institute) to carry out specific research projects and, thanks to the degree of specialization acquired, it has solved complex problematic issues in monuments such as the world-famous Colosseum, more known as ‘Il Colosseo’ in Rome, Italy; the Colonnade designed by Michelangelo at the Museo Nazionale Romano in Rome, the Trevi Fountain, the Tourinai Necropolis, the Palazzo dei Te in Mantua, Capitol Palace, Farnesina frescoes, Pantheon, Giotto frescoes in the Scrovegni Chapel, exterior walls San Marino, and an endless list of world-valued cultural gems.

Nel 1998, un incendio colpì la Chiesa di San Geremia a Venezia, compromettendo gravemente la facciata ottocentesca in pi...
01/11/2026

Nel 1998, un incendio colpì la Chiesa di San Geremia a Venezia, compromettendo gravemente la facciata ottocentesca in pietra d’Istria.

Le elevate temperature provocarono fenomeni di calcinazione, decoesione e sfarinamento del materiale lapideo, causando il distacco di numerosi elementi del rivestimento dalla muratura sottostante. Questi danni si aggiunsero alle problematiche esistenti quali l’ossidazione dei perni di ancoraggio, depositi di nerofumo e croste nere dovute all’inquinamento atmosferico.

Il successivo intervento di restauro avvenuto nel 2006, eseguito dai Restauratori Carla Tomasi, Paolo Pastorello e Paolo Pagnin ha previsto, tra le diverse lavorazioni, la riadesione delle lastre lapidee mediante iniezioni di LEDAN TA1 e LEDAN TA2 impiegati in funzione dell’entità dei distacchi in sostituzione delle resine epossidiche inizialmente previste a progetto.

Sono stati inoltre utilizzati LEDAN ADRANAL per il trattamento dei perni ossidati e LEDAN STUC FORTE per le stuccature dei giunti e la reintegrazione delle mancanze.

Un intervento nel quale il consolidamento e la riadesione hanno contribuito a conservare gli elementi lapidei originali compromessi dall’incendio, limitando la necessità di sostituzione del materiale storico.

I materiali lapidei non bruciano, ma possono subire danni profondi quando vengono esposti al fuoco 🔥Negli edifici, le te...
30/10/2026

I materiali lapidei non bruciano, ma possono subire danni profondi quando vengono esposti al fuoco 🔥

Negli edifici, le temperature elevate raggiunte durante un incendio alterano la struttura dei materiali, provocando fessurazioni, distacchi e perdite di materia.

Il calore determina dilatazioni e tensioni interne, mentre l'evaporazione dell'acqua contenuta nei materiali contribuendo alla formazione di fratture e alla disgregazione delle superfici.

Nelle pietre di natura carbonatica, temperature particolarmente elevate innescano trasformazioni chimiche che ne compromettono ulteriormente le caratteristiche.

Gli effetti di un incendio non si esauriscono con lo spegnimento delle fiamme. Il raffreddamento repentino dovuto all'acqua impiegata durante le operazioni di spegnimento e le successive condizioni ambientali influenzano l'evoluzione del degrado.

Per questo, nel restauro dei materiali danneggiati dal fuoco, è fondamentale distinguere le alterazioni superficiali dalle modificazioni interne, valutando lo stato conservativo prima di individuare le metodologie di intervento più appropriate.



Foto 1: Notre-Dame de Paris, copertura dopo l'incendio — © Alexis Komenda / C2RMF / Ministère de la Culture.
Foto 2: Notre-Dame de Paris, timpano danneggiato dall'incendio — Archivio Ministère de la Culture.
Foto 3: Notre-Dame de Paris, volta danneggiata dall'incendio — © David Bordes / Ministère de la Culture.
Foto 4: Notre-Dame de Paris, interventi sugli archi rampanti — © Le Bras Frères / Rebâtir Notre-Dame de Paris.

Durante l’incendio della Cattedrale di Notre-Dame de Paris del 15 aprile 2019, le elevate temperature raggiunte avevano ...
21/10/2026

Durante l’incendio della Cattedrale di Notre-Dame de Paris del 15 aprile 2019, le elevate temperature raggiunte avevano provocato, in particolare nelle pietre dei "murs bahuts" — le murature sommitali che sostengono la carpenteria della cattedrale — fenomeni di fessurazione e delaminazione.

L'intervento di restauro ha richiesto attività capaci non solo di ricostruire ciò che era andato perduto, ma in particolare di salvaguardare quanto ancora potesse essere conservato.
Per i materiali lapidei danneggiati dalle alte temperature è stato sviluppato un protocollo di consolidamento che prevedeva l’iniezione nella rete di fessure di LEDAN TA2, micro-malta tixotropica a base di calce, associata all’inserimento di barre in fibra di vetro per mantenere solidali gli strati alterati con le parti sane della pietra.

Un intervento puntuale, inserito in un cantiere di eccezionale complessità, nel quale il consolidamento ha permesso di preservare la materia originale laddove la sostituzione non era necessaria.

LEDAN TA2 è una malta da iniezione sviluppata per il riempimento di lesioni e il consolidamento di sistemi strutturali in muratura e blocchi lapidei nel patrimonio storico architettonico.

Nel restauro, una lacuna non è semplicemente “qualcosa che manca”.Con questo termine si indica una perdita di continuità...
13/10/2026

Nel restauro, una lacuna non è semplicemente “qualcosa che manca”.

Con questo termine si indica una perdita di continuità di una superficie, dovuta alla perdita di una porzione del materiale o di uno dei suoi strati.
Può interessare, ad esempio, una porzione di intonaco o di dipinto, un rivestimento lapideo, ceramico o musivo.

La lacuna si distingue dalla mancanza, che riguarda invece la perdita di elementi tridimensionali: due fenomeni vicini nel linguaggio comune, ma distinti nel lessico tecnico del restauro.
Quando interessa una superficie figurativa, la perdita non riguarda soltanto la materia, ma può interrompere anche la continuità visiva e la lettura dell’opera.

Dalle pavimentazioni alle superfici dipinte, dagli intonaci ai mosaici, riconoscere una lacuna significa leggere ciò che si è conservato anche attraverso ciò che è andato perduto.

Una muratura storica non è soltanto ciò che vediamo in superficie.Quando umidità, infiltrazioni o altri fenomeni comprom...
08/10/2026

Una muratura storica non è soltanto ciò che vediamo in superficie.

Quando umidità, infiltrazioni o altri fenomeni compromettono intonaci e strati di finitura, l’intervento deve tenere conto delle caratteristiche del supporto e dello stato conservativo, scegliendo materiali compatibili con il sistema esistente.

La gamma LEDAN comprende formulati sviluppati per affrontare diverse esigenze del restauro delle superfici murarie: dal consolidamento e dalla riadesione degli intonaci fino alla stuccatura, reintegrazione e protezione dei supporti.

Problemi diversi. Soluzioni specifiche.

Scopri la gamma LEDAN su ledan.it



Slide 2: Tomba degli Scudi, Necropoli dei Monterozzi, Tarquinia — stato pre-restauro — Foto © Domenico Ventura, 2016
Slide 3: Madonna con Bambino, S. Giovannino, S. Sebastiano e S. Rocco, Chiesa di San Giacomo, Anagni — restauro Mario Fiaschetti
Slide 4: Lezione/workshop LEDAN presso Istituto Centrale per il Restauro (ICR) — Archivio LEDAN / Tecno Edile Toscana

L’intervento di restauro di una Domus romana del II secolo d.C. circa, rinvenuta nei pressi di Roma, eseguito da Sinope ...
04/10/2026

L’intervento di restauro di una Domus romana del II secolo d.C. circa, rinvenuta nei pressi di Roma, eseguito da Sinope srls , ha interessato due apparati di particolare valore storico e artistico: gli intonaci affrescati e il pavimento in opus sectile.

La presenza di materiali, stratificazioni e condizioni conservative differenti ha richiesto un approccio mirato. Gli intonaci presentavano depositi, attacco biologico e diffuse incrostazioni calcaree, mentre numerose porzioni del pavimento risultavano distaccate dal supporto, con una malta di sottofondo fortemente degradata e decoesa.

Per rispondere alle diverse esigenze dell’intervento sono state impiegate specifiche soluzioni della gamma LEDAN:

LEDAN C30: legante idraulico utilizzato per formulare direttamente in cantiere malte personalizzate, calibrate attraverso la scelta di sabbie aggregati compatibili con i materiali originali per caratteristiche mineralogiche, granulometriche e cromatiche.

LEDAN RISTAT BASE A e B: malte da iniezione impiegate nelle operazioni di consolidamento e riadesione degli strati di intonaco, che miscelate in diverse proporzioni tra loro consentono di adattare l’intervento alle differenti condizioni di distacco e alle esigenze conservative del supporto.

LEDAN ADESIVA: malta ad elevata capacità adesiva sviluppata per la riadesione puntuale di tessere musive, frammenti e porzioni distaccate, anche su superfici verticali, soffitti e strutture voltate.

Un intervento che evidenzia come, nel restauro di un manufatto complesso, materiali differenti richiedano soluzioni altrettanto specifiche.

Dalla possibilità di formulare malte compatibili con il supporto originale, al consolidamento degli intonaci fino alla riadesione degli elementi distaccati, la gamma LEDAN permette di calibrare materiali e modalità applicative sulle reali necessità del cantiere, accompagnando il restauratore nelle diverse fasi dell’intervento conservativo.

Per una pavimentazione lapidea storica, ciò che accade in superficie è spesso legato alle condizioni degli strati sottos...
29/09/2026

Per una pavimentazione lapidea storica, ciò che accade in superficie è spesso legato alle condizioni degli strati sottostanti.

Perdita di adesione, cedimenti del piano di posa e discontinuità dell’allettamento possono compromettere la stabilità delle lastre, favorendo movimenti, fratture e perdita di planarità.

L’intervento deve quindi considerare la pavimentazione come un sistema, intervenendo non soltanto sugli elementi visibili ma anche, quando necessario, sul supporto e sugli strati di posa, prima della ricollocazione, della stuccatura e della reintegrazione delle parti danneggiate.

La gamma LEDAN comprende formulati sviluppati per diverse esigenze di consolidamento, allettamento, stuccatura e reintegrazione delle pavimentazioni e delle superfici lapidee storiche.

Problemi diversi. Soluzioni specifiche.

Scopri la gamma LEDAN su ledan.it



Referenze fotografiche
Slide 2: Pantheon, Roma — pavimentazione marmorea storica
Slide 3: Villa Adriana, Tivoli — pavimentazione in opus sectile del Ninfeo con Tempio di Venere
Slide 4: Duomo di Viterbo — intervento di restauro, Pantone Restauri Srl, 2026 — Archivio Tecno Edile Toscana
Slide 5: Duomo di Viterbo — intervento di restauro, Pantone Restauri Srl, 2026 — Archivio Tecno Edile Toscana

L’intervento di restauro presso il MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma, eseguito da Pantone Restauri, ha interessato div...
20/09/2026

L’intervento di restauro presso il MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma, eseguito da Pantone Restauri, ha interessato diverse porzioni lapidee del complesso, tra cui le cornici in marmo che costituiscono il vano della vetrata artistica di Giulio Rosso.

Questi elementi presentavano differenti criticità conservative, con fessurazioni, lacune e fenomeni di perdita di coesione che richiedevano operazioni mirate di ricomposizione, sigillatura e reintegrazione materica.

Per rispondere alle specifiche esigenze delle strutture lapidee sono state impiegate soluzioni e tecnologie LEDAN:

LEDAN PANTONE: malta idraulica utilizzata per il trattamento delle fessurazioni e delle fratture, mediante infiltrazione del composto all’interno delle discontinuità del materiale, in abbinamento alle operazioni di messa in sicurezza e ricomposizione delle parti lesionate.

LEDAN TRAVER STUC: impiegata per la stuccatura di lacune e discontinuità delle superfici in marmo, contribuendo al ripristino della continuità materica e alla limitazione della penetrazione di acqua e umidità nel substrato degradato. Il prodotto è specificamente formulato per la stuccatura e la ricostruzione di elementi in materiale lapideo.

LEDAN TOOL A1: utilizzato per l’iniezione controllata e continua della malta consolidante all’interno di cavità e fessurazioni, facilitando la distribuzione del materiale nelle porzioni lapidee interessate dal trattamento.

L’impiego combinato di formulati specifici e tecnologie dedicate all’applicazione ha consentito di affrontare in maniera differenziata le diverse condizioni conservative, dalla riaggregazione delle parti lesionate alla sigillatura delle discontinuità, fino alla reintegrazione delle porzioni mancanti.

Un approccio che rappresenta uno dei principi alla base delle soluzioni LEDAN: calibrare materiali e modalità applicative sulle reali esigenze del manufatto, mettendo a disposizione del restauratore strumenti specifici per ogni fase dell’intervento.

Il cotto rosso non è semplicemente un colore.Tonalità, granulometria e finitura contribuiscono insieme all’aspetto di un...
14/09/2026

Il cotto rosso non è semplicemente un colore.

Tonalità, granulometria e finitura contribuiscono insieme all’aspetto di una superficie e, nel restauro, trovare la giusta corrispondenza significa andare oltre la semplice scelta cromatica.

È da questa esigenza che nasce il nostro servizio di personalizzazione delle malte: sviluppare formulazioni calibrate sul materiale esistente, sulle caratteristiche del supporto e sul tipo di intervento da eseguire.

Nel caso del cotto rosso, il lavoro del nostro laboratorio di Ricerca & Sviluppo parte dall’osservazione del materiale originale e dalla ricerca di una formulazione capace di integrarsi con il suo specifico spettro cromatico.

Perché parlare di “rosso cotto” significa, in realtà, parlare di molte sfumature diverse: tonalità più calde o più scure, variazioni aranciate, brune o giallastre, determinate dalla composizione delle argille e dal processo di cottura.

L’obiettivo non è quindi ottenere semplicemente una malta “rossa”, ma sviluppare una soluzione capace di dialogare con il materiale esistente, rispettandone colore, texture e coerenza visiva.

Non un colore standard, ma una formulazione costruita intorno all’originale.

💡 UNA CURIOSITA’:
La tipica colorazione della terracotta è legata soprattutto alla presenza di ossidi di ferro nelle argille, che durante la cottura contribuiscono a generare la caratteristica gamma cromatica del cotto. Materiale antichissimo utilizzato per la realizzazione di oggetti comuni come tegole, anfore e pavimentazioni nonché manufatti di grande rilievo artistico, conservati fino ad oggi per la notevole stabilità nel tempo.

L’intervento di restauro del Palazzo di Giustizia di Roma, sede della Corte Suprema di Cassazione, ha interessato i pros...
10/09/2026

L’intervento di restauro del Palazzo di Giustizia di Roma, sede della Corte Suprema di Cassazione, ha interessato i prospetti monumentali dell’edificio e le fontane storiche, nell’ambito di un più ampio progetto di conservazione e riqualificazione che ha visto numerose imprese esecutrici.

Il Palazzo, progettato da Guglielmo Calderini e inaugurato nel 1911, è caratterizzato da un esteso rivestimento in travertino, materiale che nel tempo ha mostrato fenomeni di degrado dovuti all’esposizione agli agenti atmosferici, alle aggressioni chimiche e biologiche e alla naturale alterazione delle superfici.

Per rispondere alle diverse esigenze conservative dell’intervento sono state impiegate formulazioni LEDAN specificamente calibrate sulle caratteristiche del manufatto e sulle differenti condizioni di esposizione:

LEDAN TRAVER STUC, personalizzata ad hoc: impiegata per la stuccatura e la sigillatura delle interconnessioni e dei giunti tra i blocchi in travertino, per la ricostruzione delle porzioni degradate e per la stuccatura dei giunti calpestabili delle scalinate di accesso al Palazzo.

LEDAN ADRANAL – versione travertino: utilizzata per la protezione dalle infiltrazioni delle acque meteoriche delle superfici orizzontali aggettanti dei diversi prospetti, tra cui cornicioni, marcapiani e cornici. La stessa formulazione è stata impiegata per il rivestimento interno dei quattro catini delle fontane presenti sui prospetti di Piazza Cavour e Lungotevere e per la protezione delle coperture piane del fabbricato.

Un intervento che evidenzia come, nel restauro di un’architettura monumentale, non sia sufficiente scegliere un materiale compatibile: è spesso necessario calibrarne caratteristiche e prestazioni sulle reali condizioni del manufatto.

Dalla stuccatura e ricostruzione delle superfici in travertino alla protezione delle parti maggiormente esposte all’acqua, le soluzioni LEDAN sono state adattate alle specifiche esigenze del cantiere, offrendo formulazioni dedicate per la conservazione e la protezione di uno degli edifici monumentali più noti di Roma.

Indirizzo

S. R. 156 Dei Monti Lepini N. 14
Latina
04100

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