19/07/2025
Mario Cresci per Cantiere-evento
Cantiere del Serbatoio comunale dell’acqua di Miglionico (MT)
Sabato 21 giugno 2025, abbiamo inaugurato a Miglionico (MT) l’installazione “NO GUERRA”, una monumentale opera site-specific firmata da Mario Cresci, concepita per rivestire i ponteggi del cantiere di restauro del Serbatoio comunale dell’acqua.
L’iniziativa è stata promossa dal Miglionico in comune, dalla Fondazione Gianfranco Dioguardi e dal TAM - Tower Art Museum, in collaborazione con Archivio Mario Cresci, basilicata e Basilicata Creativa. A curare il progetto è Cantiere-evento e Dioguardi Lab con la direzione artistica di Francesco Maggiore e il coordinamento di Carlo Picerno.
L’opera di Cresci prende ispirazione dal Polittico di Cima da Conegliano (1499), custodito nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Miglionico. In particolare, l’artista ha riletto in chiave contemporanea la figura del Cristo Redentore, collocato nel vertice dell’opera rinascimentale. Con il suo inconfondibile linguaggio visivo, Cresci ne offre un’interpretazione astratta e simbolica: la posa benedicente del Cristo diventa un gesto universale di pace, che si fonde con il monito “No guerra”, composto da un’aurea di lettere che interroga lo sguardo dello spettatore. L’artista non si limita a dialogare con l’arte sacra, ma si confronta anche con la memoria del luogo: il Serbatoio, attivo dagli anni ’30, garantisce da quasi un secolo l’approvvigionamento idrico della comunità. L’acqua — bene prezioso e simbolo di vita — diventa, nelle mani del Cristo, ponte tra cielo e terra, come in una nuova sacralità laica: una presenza-assenza, un’icona contemporanea sospesa tra trascendenza e realtà, tra memoria e percezione, tra visibile e invisibile.
La realizzazione dell’opera è stata resa possibile grazie al contributo attivo dell’impresa La Fenice (responsabile dell’intervento di restauro del Serbatoio), e alla partecipazione di aziende del territorio come Coserplast Cooperativa Serramenti, Quartarella e Printitaly. Un segno tangibile di come il mondo delle costruzioni stia maturando una crescente responsabilità sociale, promuovendo iniziative culturali che valorizzino i cantieri come occasioni per restituire qualità e senso ai luoghi.
Con oltre 250 mq di superficie, l’installazione si sviluppa lungo la facciata principale del Serbatoio, diventando una composizione imponente di colori, forme e segni, immaginata da Cresci e realizzata grazie alla collaborazione di un gruppo di giovani artisti: Piero de Palma, Giuseppe Losapio, Fabrizio Riccardi, Michela Rondinone e Angelica Vitella. Il progetto è stato inoltre sostenuto da partner istituzionali e culturali come Acquedotto Lucano, Matera 2019, More Collettivo e l’Università degli Studi della Basilicata.
Il Serbatoio, edificato negli anni Trenta del Novecento, è oggetto di un importante intervento di recupero e rifunzionalizzazione diretto dall’arch. Silvia Parentini e curato per gli aspetti della sicurezza dall’arch. Alessandro Lanzolla. Il Comune di Miglionico intende trasformarlo in uno spazio culturale, condividendo con la comunità, attraverso un percorso partecipativo, la visione della sua nuova destinazione d’uso.
L’allestimento, pensato con una duplice funzione — tecnica e culturale —, risponde alle esigenze logistiche del cantiere, ma si pone anche come presenza dinamica e propositiva nel contesto urbano. Un’opera d’arte pubblica che dialoga con la piazza e il paesaggio, trasformando la temporaneità del cantiere in occasione di bellezza e riflessione.
L’installazione è visibile dal 21 giugno al 21 agosto 2025, anche in orario serale e notturno, grazie a un sistema di illuminazione appositamente progettato da .
Direzione artistica Francesco Maggiore
Coordinamento Carlo Picerno
Artisti in residenza Piero De Palma, Giuseppe Losapio, Fabrizio Riccardi, Michela Rondinone, Angelica Vitella
Progetto grafico Giuseppe Romagno
Ringraziamenti
Per il comune di Miglionico, Giulio Traietta, Michele Piccinni, Fabrizio Perrone; Il Parroco della Chiesa di Santa Maria Maggiore Don Egidio Musillo; La direttrice lavori Silvia Patentinie il CSE Alessandro Lanzolla; Per il TAM - Tower Art Museum, Mauro Acito, Dario Colacicco, Silvia Parentini, Debora Russo; Per ANCE Basilicata, Giovanni Maragno, Maurizio Girolamo; Per Basilicata Creativa, Raffaele Vitulli, Mariagrazia Decuzzi; Per Archivio Mario Cresci, Melania Foresta; Per Impresa La Fenice, Amministrazione Antonio Difigola, Carminio Difigola, Rocco Difigola, Valerio Pisciotta. Operai, Michele Difigola, Antonio Donnoli, Giuseppe Capalbo, Canio Carioscia, Antonio Glionna, Rocco Cetera, Perparim Karaj;
Per Coserplast, Enzo Guidotti; Per Quartarella, Renee Quartarella; Per Printitaly, Vito Alberto Favia; Per Locapo Teloni, Pietro Locapo; Per Fondazione Matera-Basilicata 2019, Rita Orlando; Per More Collettivo, Rossana Calviello, Rosita Uricchio; Per Università degli Studi della Basilicata, Francesco Panarelli, Antonello Pagliuca; Per Opera Luce, Emanuele e Cosimo Frascella, Antonio Biscaglia; Per impresa IECI, Michele Rossetti, Giuseppe Rossetti. Si ringrazia inoltre: Roberta Mansueto, Gabriele Scarcia.
Un ringraziamento speciale è rivolto a Mario Cresci e agli artisti che hanno dipinto l’opera: Piero De Palma, Giuseppe Losapio, Fabrizio Riccardi, Michela Rondinone e Angelica Vitella
REGIA: STUDIO AVIE / Davide Disimino e Luca Disimino