26/05/2025
Come lo Stato imbroglia i propri cittadini restando impunito.
𝗕𝗼𝗿𝗴𝗵𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹 "𝗙𝗔𝗟𝗦𝗢 𝗜𝗡 𝗕𝗜𝗟𝗔𝗡𝗖𝗜𝗢"
Indispensabile innanzitutto ripercorrere un'analisi politica corretta sul Superbonus, sui suoi crediti d'imposta e sul danno ai conti pubblici italiani, ai cittadini e alle imprese.
Il Superbonus e gli altri bonus edilizi hanno generato crediti d'imposta, cioè crediti fiscali che i beneficiari possono usare per compensare imposte dovute, cedere a terzi (banche, intermediari) oppure, nel caso di "pagabili", farsi rimborsare anche in assenza di imposte proprie.
La distinzione cruciale nel sistema Europeo ESA 2010 è tra:
▪️crediti non pagabili: registrati come minori entrate tributarie, senza impatto diretto sul deficit (B.9);
▪️crediti pagabili: registrati come spesa, con impatto pieno sul deficit (B.9), oltre a essere riportati nello stock patrimoniale (AF.8) come obbligazione da liquidare.
𝗠𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗲' 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗲? (𝟮𝟬𝟮𝟬-𝟮𝟬𝟮𝟭)
Il governo Conte ha introdotto il Superbonus 110% (DL 34/2020). I crediti d'imposta venivano contabilizzati come non pagabili, quindi senza impatto diretto sul deficit.
Eurostat, su richiesta Istat, aveva accettato temporaneamente questa classificazione in attesa di linee guida più chiare, considerando il Superbonus un "caso di confine".
..𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗗𝗿𝗮𝗴𝗵𝗶? (𝟮𝟬𝟮𝟭-𝟮𝟬𝟮𝟮)
Il governo Draghi ha mantenuto la stessa impostazione contabile dei crediti come "non pagabili".
Pur intervenendo per limitare la cessione dei crediti e prevenire abusi, non ha modificato il trattamento ESA.
Nel frattempo, Eurostat preparava aggiornamenti metodologici per chiarire la questione.
𝗠𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗲' 𝗶𝗹 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗠𝗲𝗹𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮? (𝟮𝟬𝟮𝟯)
Si. Con il governo Meloni, dopo l'approvazione del DL 11/2023 (fortemente voluto dal Ministro Giorgetti, che ha bloccato la circolazione dei crediti), Istat e Eurostat hanno ridefinito la classificazione:
i crediti Superbonus e bonus facciate sono stati riclassificati come pagabili, retroattivamente a partire dal 2020.
Questa decisione ha portato alla rettifica dei bilanci pubblici 2020, 2021, 2022 e 2023, aumentando il deficit registrato.
Tant'è che la NADEF 2023 ha riconosciuto un aumento dell'indebitamento netto superiore all'1% del PIL, legato a questi crediti.
𝗔 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗼𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗱𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗼𝗿𝗴𝗵𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲..
Il Senatore Claudio Borghi, in un video del 2021, aveva denunciato con forza il rischio che l'errata contabilizzazione dei crediti d'imposta generasse un 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗼, paventando una possibile procedura d'infrazione europea.
In quel video, Borghi spiegava chiaramente come l'errata classificazione dei crediti (non pagabili anziché pagabili) potesse alterare artificialmente i saldi di finanza pubblica.
Inoltre, Borghi ha ricordato in un recente intervento pubblico al Senato, anche il caso storico del Ministro Giulio Tremonti, da lui accusato di aver falsificato il bilancio statale con un'operazione da 30 miliardi di euro per aiutare Ferrovie dello Stato, mostrando come queste pratiche contabili non siano nuove nella storia italiana.
Tuttavia, i fatti mostrano che la riclassificazione contabile restrittiva sul Superbonus è avvenuta soltanto sotto il governo Meloni, con l'adeguamento imposto da Giorgetti e Istat alle linee guida Eurostat. Questo ha generato l'aggravio contabile retroattivo e ha portato alla rettifica dei saldi di bilancio precedenti.
Quindi, Borghi ha criticato fortemente i governi passati per un meccanismo che però si è concretizzato come impatto diretto solo sotto il governo attuale, di cui fa parte.
In conclusione, le accuse politiche di "falso in bilancio" mosse da Borghi ai governi precedenti appaiono contraddette dai fatti, dato che il cambio di classificazione e l'impatto reale sui conti pubblici sono avvenuti solo dopo il 2023, sotto il governo da lui sostenuto.
Questo dimostra che l'uso disinvolto di strumenti contabili può tornare indietro come un boomerang, travolgendo chi aveva promesso di correggere gli errori altrui.
𝗦𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗳𝗶𝗰𝗼, 𝗮𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗺𝗯𝗿𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗼𝘃𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼. 𝗨𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗶 𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗿𝘂𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗳𝗮𝗿 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶, 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗰𝗮𝗹𝗽𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗮 𝗯𝗹𝗲𝗳𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗼.
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