28/06/2025
Oggi sul Carlino Ravenna.
Mi sono corretto il nome in quanto non sono Danilo bensì Damiano.
Il ponte di Ragone: "Lavori in ritardo, perso il 40% degli incassi"
Le attività di San Pancrazio lamentano la diminuzione della clientela. La causa è la chiusura al traffico dell’infrastruttura dal 2024.
Sperano tutti che la scadenza di settembre sia quella definitiva perché, dicono, anche se ce la stanno mettendo tutta e non intendono mollare, senza certezze è dura. Sono i commercianti di San Pancrazio, per i quali i lavori al ponte della provinciale 5 ‘Roncalceci’ sul fiume Montone, che collega la piccola località alla frazione di Ragone e soprattutto conduce nel Cervese, hanno avuto come conseguenza una notevole riduzione della clientela. Il ponte è chiuso al transito dall’ottobre del 2024 e ora, dopo svariati slittamenti in avanti dell’apertura, settembre dovrebbe essere il mese decisivo.
"Da noi – spiega Matteo Paolini, titolare della Tabaccheria Loredana in viale Randi – la clientela è diminuita del 40% circa. È stata una reazione immediata, appena sono partiti i lavori. Una buona fetta proveniva dall’altra parte del ponte, ora non si vede più perché il giro è troppo lungo e prima di arrivare qui si incontrano molti altri tabacchi. Ora molti escono a Russi o a Godo e si fermano lì". Patrizia Pedini, dell’edicola poco distante, parla di un 20/30% di clienti in meno. A questo punto riponiamo le nostre speranze nella data di settembre, quando a lavori finiti il ponte sarà riaperto. Certo, non tutto tornerà come prima, ma mi auguro che, se non tutti, molti decidano di riprendere le vecchie abitudini".
Si ritiene fortunata Federica Lorenzetti, parrucchiera, ma solo per il tipo di attività che ha. "Il calo l’ho avvertito anche io – dice – perché molti clienti che prima prendevano appuntamento ogni settimana, ora si vedono ogni quindici giorni, anche perché parliamo di persone di una certa età. Lavoro meno, ma non ho perso tanti clienti e mi auguro che dopo torneranno con il ritmo di prima. Chi non è più tornato difficilmente lo farà dopo la riapertura del ponte, perché è difficile tornare indietro. In ogni modo la località si è svuotata, si nota quando si fa la spesa".
Il lavoro, assicurano i commercianti, è calato per tutti e non si vedono più le file al supermercato come prima. "Io sono ottimista di natura – osserva Damiano Zannoni dell’omonima ferramenta – e continuo a resistere con l’idea che a settembre le cose si sistemeranno, ma non credo sia così per tutti.
Il lavoro è calato, anche i bar ne risentono". Pochi metri più avanti c’è il negozio di abbigliamento Il Triangolo, un’attività storica per il paese, nata nel 1954. "Lo aprì mia madre – racconta la titolare Laura Marangoni – ed è sempre stata l’attività della nostra famiglia. Sono cambiate molte cose dall’inizio, è ovvio, e in questo genere di negozi la clientela giovane non è tanto numerosa, molti acquistano on line. Noi cerchiamo di fare il possibile e c’è una clientela affezionata che ha sofferto per questi lavori. Chi abita dall’altra parte del ponte ha diradato gli acquisti, qualcuno mi è anche venuto a salutare, dicendo che qui si trova bene, ma 15 chilometri sono troppi".
Tanti che prima arrivavano da Filetto, Ragone, Roncalceci, ora fanno un altro giro, si fermano piuttosto a San Pietro in Vincoli dove la scelta delle attività è molteplice. La conferma di questa situazione arriva anche da Valentina Baldoni, dell’omonima macelleria e gastronomia. "Il problema esiste – assicura – e non si può negare che ci sia stato un calo della clientela. È difficile quantificare con precisione, ma la situazione è evidente e tocca un po’ tutti".